Nasce l’albo civico

Riprendiamo la notizia apparsa sul sito della Regione Sardegna

Albo civico per partecipare direttamente alle decisioni del governo regionale. Via alle domande di iscrizione

Nasce all’interno della piattaforma Sardegna ParteciPA l’Albo Civico che raggrupperà le persone, le rappresentanze e i gruppi che intendono mettersi a disposizione per discussioni pubbliche su temi che riguardano tutti, condotte con una organizzazione e metodologie apposite.

palazzo regione giunta

CAGLIARI, 7 LUGLIO 2016 – Da oggi i sardi hanno la possibilità di partecipare alle decisioni del Governo regionale attraverso un contributo diretto e attivo.
Nasce infatti, all’interno della piattaforma Sardegna ParteciPA, l’Albo Civico che raggrupperà le persone, le rappresentanze e i gruppi che intendono mettersi a disposizione per discussioni pubbliche su temi che riguardano tutti, condotte con una organizzazione e metodologie apposite. Continua a leggere

Metodologie per Pianificare e il Geodesign

Quando si parla di partecipazione si pensa spesso a processi decisionali “secchi” dove la scelta è tra due opzioni, come realizzare o non realizzare un importante intervento territoriale.
Ed è noto però che è invece nell’impostazione dei problemi che si annidano le questioni cruciali, soprattutto tenendo conto che è in questa fase che si predispone l’assetto del territorio, lo sviluppo delle potenzialità, il coordinamento, la sinergia e coerenza tra i diversi interventi.

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Interazione tra due gruppi di lavoro nel workshop su GeoDesign

In altri termini è nella corretta ed efficace pianificazione che si mettono le basi per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio.
Ed è per questo che le metodologie che favoriscono il contributo multidisciplinare e il coordinamento dei diversi soggetti coinvolti (stakeholders) diventano chiave per la co-progettazione territoriale.

A Cagliari, con la presenza del prof. Carl Steintz, il coordinamento del prof. Michele Campagna dell’Università di Cagliari (Dip. Ingegneria Civile Ambientale e Architettura DICAAR) e la partecipazione di un folto gruppo di ricercatori, specialisti e cultori della materia, si è avuto un ciclo di eventi (conferenza, workshop, incontro-meeting) che hanno permesso di toccare con mano la metodologia denominata GeoDesign capace di far interagire correttamente i diversi interlocutori, dalle fasi preliminari di analisi, alle mediazioni e confronti fino alle decisioni. Metodo che permette di avere un piano costantemente aggiornato frutto del contributo di tutti. Un metodo che arriva all’affinamento del piano passando per tre o quattro step di messa a punto e mediazione. L’abbiamo sperimentato per approfondire l’area metropolitana di Cagliari, proprio ora che è in fase di consolidamento la parte istituzionale di creazione della Città Metropolitana di Cagliari con 17 Comuni coinvolti.

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Il profilo di Michele Campagna in dialogo con il prof.Steintz

La metodologia

La metodologia per il Geodesign si basa sull’interazione costruttiva di gruppi di lavoro che in parallelo sviluppano il piano per poi arrivare a sintesi. Esiste una fase preliminare nella quale un team di specialisti raccoglie una serie di mappe tematiche che rappresentano una fotografia del territorio sotto i diversi punti di vista (ambientale, beni culturali, trasporti, ecc. ecc.). Già in questa fase è possibile dare un’impostazione progettuale, che in questo caso è stata quella degli specialisti. Una fase propedeutica necessaria per poter avere anche dei riferimenti quali-quantitativi e per identificare le risorse vulnerabili, i vincoli e gli impatti come anche i fattori di sviluppo attraverso indicatori macroscopici. Mappe di riferimento che permettono di avere lo stato esistente quindi di partenza del lavoro di Piano.
Nel caso del workshop su Cagliari ecco le mappe di riferimento iniziali tra cui: Aree a rischio Idrogeologico, Trasporti, Residenzialità sia alta che bassa densità, Agricolo, Industria e Commercio, Turismo, Cultura, Ambiente)

Da qui si è partiti in questo workshop con una prima fase di lavoro basata sulla creazione di 10 Gruppi di lavoro, ognuno con un focus particolare per meglio declinare quanto già predisposto:

  1. CULTH beni culturali
  2. ECO ecologia
  3. HZRD sicurezza idrogeologica
  4. TOUR turismo
  5. COMIND Commercio e industria
  6. AGRI Agricoltura
  7. HIGH H Residenza ad alta densità
  8. LOW H Residenza a bassa densità
  9. TRASP trasporti
  10. SMART imprese di innovazione (ICT).

Ognuno di questi team ha alimentato idee progettuali (denominate Diagram) identificando aree dedicate e infrastrutture puntuali o genericamente politiche per le aree coinvolte.

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I primi tre gruppi (CULTH, ECO, HRZD)  verificano come proteggere e rendere meno vulnerabili le risorse territoriali, gli altri si concentrano su come generare lo sviluppo e l’attrattività territoriale).
Nasce così una prima collezione di progetti e una versione di Piano da cui emerge un set di proposte condivisibili tra gruppi rappresentate e visibili attraverso una struttura applicativa che supporta i gruppi di lavoro. Ogni team può prendere visione e analizzare gli altri progetti attraverso la visualizzazione e la sovrapposizione delle mappe delle diverse idee. Emergono le prime interazioni tra le azioni proposte, prima all’interno di ogni singolo team, poi incontrandosi e confrontandosi.

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Le proposte progettuali (Diagrams) ordinate in verticale per tematica, nel nostro caso: CULTH, ECO, WZRD, TOUR, COMIND, AGRI, HIGH-H, LOW-H, TRASP, SMART)

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Un momento di confronto nel workshop

Ogni gruppo può elaborare ulteriori proposte raccogliendo spunti dagli altri e facendo ulteriori proposte modificate o di sintesi con alcune precedenti.

Ma a dare anima e coerenza ai vari progetti secondo una visione d’insieme è stata la creazione di nuovi gruppi di lavoro, ognuno a rappresentare uno specifico stakeholder. Un gioco di ruolo utile a simulare la reale situazione dei portatori di interesse che devono espicitare i propri needs in trasparenza e coinvolti nel processo decisionale. Nel nostro caso sono stati definiti 6 team:

  1. METRO : focus ai temi di coerenza dell’area metropolitana
  2. RAS : rappresentanti della Regione e delle istituzioni
  3. DEV: developers, ovvero imprenditori e operatori di mercato
  4. CULTH : rappresentati le istanze culturali
  5. TOUR: operatori del Turismo
  6. GREEN: associazioni ambientalistiche e di valorizzazione ambientaleconsci che non possono esser troppi e che si poteva tener conto anche di altri soggetti  come le amministrazioni locali (qui rappresentati da Metro), chi si occupa di tempo libero, sport ecc. (qui inglobati su Cult, Tour, Green).

Da qui si definiscono i progetti specifici interagendo nel contempo con gli altri gruppi sia online sia incontrandosi per trovare  idonee mediazioni e valutando eventuali concessioni reciproche.

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Geodesign e l’analisi dell’area metropolitana di Cagliari

Nasce così una seconda versione di Piano che permette di analizzare l’impatto dei diversi interventi, sia presi singolarmente sia combinati, arrivando così all’impatto d’insieme.

Per poter procedere è necessario ora far sintesi delle idee dei diversi gruppi e per fare questo e creare dei cluster di proposte si attiva un primo step di valutazione dei lavori altrui attraverso una matrice di chi valuta e chi è valutato secondo una scala forzatamente senza valore neutro ma di sintonia positiva (+ good, ++ partner) o negativa (x not good, xx never).
Qui si evidenziano le valutazioni reciproche e le corrisponenti sintonie, capaci di attivare dei primi cluster e sintesi di gruppo. Dopo questa fase che potrebbe sembrare competitiva (in parte può anche esserlo) le capacità di collaborazione emergono non solo per le valutazioni positive reciproche ma anche per confronti diretti sulle posizioni differenti.

Siamo nella terza fase con la realizzazione della terza versione del piano, frutto dell’interazione e sintonia con gli altri gruppi.

Dopo le mediazioni tra gruppi, superamento dei singoli progetti (diagrams) ogni gruppo seleziona quelli che reputa degni di essere implementati e così si vedono insieme quelli che sono stati scelti da tutti i gruppi fino a quelli da almeno due gruppi. Emerge così dove il consenso è pieno e dove è invece ridotto fino ad escludere quelli non sostenuti da tanti.

E’ così sempre più convergente l’emergere di uno o due piani condivisi dalla comunità intera dei partecipanti.

geodesignIl metodo ovviamente è malleabile, si può applicare alle aree vaste, a quelle metropolitane, città, quartieri o anche a scala ridotta. Quello che lo caratterizza è la capacità di recepire indicazioni da esperti di pianificazione design professions (urbanisti architetti ingegneri)  specialisti geografic sciences  (economisti, agronimi, geologi, ingegneri ambientali, esperti di sicurezza territoriale, di energia, di ambiente ecc.) gente del posto quindi esperti dei quel territorio (cittadini, amministratori, abitanti del luogo) di metterle a sistema attraverso una infrastruttura applicativa online che visualizzi e permetta l’interazione e che si interfacci con altre applicazioni (es. civic media).hdr

Certo c’è bisogno della cultura e dello spirito  collaborativo come descritto in partenza nel workshop e che chiunque si occupa di partecipazione sa essere il dna della cultura sociale e della sua ricaduta nello sviluppo territoriale.

Sviluppo del territorio

La Sardegna si presenta oggi con l’opportunità di nuovi rapporti tra Istituzioni (soprattutto  la Regione) e il mondo delle professioni.
Ecco qui un sondaggio-prova per suggerire e mettere a fuoco i temi rilevanti che la prossima legge di Urbanistica può recepire  dopo un dibattito e confronto con la Rete delle Professioni Tecniche.  Segnalate i quattro temi per voi prioritari:

La Carta della Partecipazione INU-AIP2-IAF

La Carta della partecipazione è un importante documento che dà le indicazioni di come implementare la partecipazione nelle politiche del territorio e più in generale per avviare reali forme di partecipazione diffusa che avvicini cittadini e istituzioni  http://www.inu.it/la-carta-della-partecipazione/ .

La promozione di questo documento vede coinvolte primariamente l’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), l’ AIP2 (Associazione Italiana per la Partecipazione Pubblica) e l’ IAF Italia (International Association of Facilitators ) e vede come co-promotori Cittadinanzaattiva Onlus, Italia Nostra Italia Onlus, Associazione Città Civili.

Da dicembre 2014 la Carta della Partecipazione  punta alla sua applicazione per un progressivo coinvolgimento di enti pubblici e strutture associative, diffondendo così la cultura di una partecipazione effettiva e “di qualità” dei cittadini alla ricerca delle soluzioni e ai processi decisionali di politica pubblica.

Quando si parla genericamente di “partecipazione”, rischiamo di creare diffidenza o fraintendimenti. Non esistendo in Italia una vera e propria disciplina, né strumenti di certificazione delle competenze, la materia è oggetto di interpretazioni diverse, a volte approssimative o contrastanti. In una materia così delicata, che ha a che fare con il rapporto di fiducia tra le istituzioni e i cittadini, la Carta della Partecipazione intende portare competenza e rigore metodologico, definendo delle regole minime che aiutino a progettare o a valutare la qualità di un processo partecipativo.

Nata dall’esperienza “sul campo” di un centinaio di facilitatori esperti di diverse regioni, e approfondita grazie al contributo di importanti associazioni nazionali che operano a stretto contatto con i cittadini, la Carta è un documento breve e scorrevole composto da 10 semplici principi, comprensibili a tutti, che indicano come dare qualità al processo partecipativo:

  1. Cooperazione
  2. Fiducia
  3. Informazione
  4. Inclusione
  5. Efficacia
  6. Interazione costruttiva
  7. Equità
  8. Armonia (o riconciliazione)
  9. Render Conto
  10. Valutazione

La Carta può essere usata come una traccia metodologica in fase di progettazione di un percorso di coinvolgimento dei cittadini, oppure come griglia da usare in fase valutativa per determinare la qualità di un processo partecipativo proposto o realizzato. Può anche essere utilizzata come spunto di riflessione per accrescere la cultura della partecipazione e far comprendere la complessità delle dinamiche e dei ruoli, aiutando i decisori a riconoscere gli esiti dei processi partecipativi come parti integranti dei procedimenti di formazione delle scelte pubbliche.

L’idea di partecipazione introdotta dalla Carta accompagna l’intero ciclo di elaborazione e implementazione delle politiche pubbliche, compreso il momento della gestione e dell’attuazione, affinché i cittadini diventino parte attiva nella realizzazione dei progetti e nella presa in cura dei beni comuni.

La Carta della Partecipazione
Come aderire alla Carta della Partecipazione
Il Resoconto della Presentazione
Il resoconto del seminario tenuto il 24 settembre 2015 alla Camera dei Deputati 

 

Urbanistica e partecipazione

Ecco qui una trasmissione televisiva di SardegnaUno nella quale il tema di una legge Urbanistica futura potrà permettere di affrontare i temi chiave del territorio (semplificazione, riduzione del consumo di suolo, coerenza con il piano paesaggistico regionale, ecc.) attraverso un dialogo e confronto reale con tutti gli stakeolder: cittadini, rete delle professioni tecniche, operatori di mercato nell’ambito dell’edilizia, oltre agli amministratori, tecnici e funzionari regionali.

Certo è che risulta necessario non pensare ad una legge scritta nelle camere della Regione e poi solo quando conclusa semplicemente messa a disposizione per piccole correzioni, ma è necessario che già in fase di impostazione della legge, ci sia un confronto sulle questioni strutturali con  la dialettica prevista nei processi partecipati.

Buon Ascolto : https://www.youtube.com/watch?v=P9Ex70HpGJ8

DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA

Riprendendo la definizione data dal sito http://centrostudi.crumbria.it/dizionario/democrazia-partecipativa  ecco una definizione chiara e i riferimenti bibliografici
Per democrazia partecipativa si intende un modello in cui la partecipazione è assunta quale metodo di governo della cosa pubblica, in base a criteri di inclusione, collaborazione e stabilità del confronto fra istituzioni e società civile: in particolare essa si configura come un’interazione entro procedure pubbliche (amministrative, normative, di controllo) fra società e istituzioni, che mira, mediante forme collaborative di gestione dei conflitti, a produrre di volta in volta un risultato unitario in funzione del miglior perseguimento dell’interesse generale.

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#Nevicata14, quando lo storytelling include le persone in un processo wiki e partecipato

Riprendiamo con piacere la news su : http://www.chefuturo.it/2016/01/storytelling-ricostruzione-spazio-urbano-milano/

#Nevicata14, quando lo storytelling include le persone in un processo wiki e partecipato

A Milano la piazza si trasforma in una nuova idea di spazio pubblico replicabile

Una mattina Milano si svegliava sotto la neve, tutto era cambiato, tutto era bianco. Proprio come accadde al Marcovaldo di Italo Calvino in “La città smarrita nella neve”. A circa 30 anni dalla nevicata che ricoprì la città nel 1985, Milano rivive un flashback.
È questo l’immaginario a cui attinge Nevicata14, un progetto sperimentale per la configurazione pedonale temporanea di Piazza Castello a Milano, che per sei mesi ha consentito alla città di riappropriarsi di uno spazio pubblico che per anni è stato nient’altro che un parcheggio a cielo aperto. Continua a leggere

Flumini: tra problemi e speranze

flumini c'èEsiste a Flumini un gruppo apartitico “Flumini C’è” che nasce per dar voce ai  problemi di Flumini. Vuole raccogliere foto, testimonianze, proposte, idee e quant’altro per migliorare la situazione della comunità e presentare, all’Amministrazione Comunale, le istanze che la popolazione di Flumini richiede.
Persona di riferimento è Riccardo Puddu che ha presentato questa esperienza ai componenti del progetto Democrazia Partecipativa. (vedi sotto cliccando continua a leggere).

Ed esiste anche un progetto appena presentato (30 novembre) di riqualificazione urbana delle periferie, incentrato su Flumini che l’Amministrazione Comunale di Quartu ha inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dentro questo progetto, incentrato su nuovo servizi, riqualificazione urbana, sono previste anche due iniziative di partecipazione.

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Vedi e scarica il Progetto su Flumini: Città nella periferia

1 Città nella periferia Premessa
2 Città nella periferia Analisi socioeconomica
3 Città nella periferia linee di indirizzo
4 Città nella periferia Relaz descrittiva progetto
5 Città nella periferia Presidi sociosanit e ambientale
6 Città nella periferia Presidio sociocult e riqualif territ
7 Città nella periferia Effetti elab tecnici budget e cronoprogr1 Città nella periferia Premessa

Vedi  Articolo sull’Area metopolitana e Flumini.

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