Workshop “I Codici della Democrazia”: resoconto e primi contributi

Concluso il workshop, i partecipanti hanno espresso soddisfazione per il loro arricchimento non solo sul piano informativo ma soprattutto su quello dell’apprendimento collettivo e relazionale. (vedi i contributi nel sito del workshop)
E’ stata un’occasione chiave per la creazione di una comunità che vive di esperienze concrete, spesso autofinanziate, per sviluppare e operare con passione e senso civico sugli strumenti software per la democrazia partecipativa, e che sentiva l’esigenza di un momento focalizzato sullo stato dell’arte dei media civici.
Il workshop ha svolto un ruolo di catalizzatore per il coordinamento di questa pluralità di soggetti e iniziative caratterizzate da una volontà di attivare innovazione sociale attraverso le tecnologie, che posiziona questa iniziativa voluta dal Dipartimento di Informatica della Statale di Milano come un momento unico e originale nel panorama nazionale e di raccordo sul piano internazionale.

La regia dell’evento e il quadro tracciato dalla prof.ssa Fiorella De Cindio (Univ. Mi), già in apertura, ha interpretato la relazione tra piattaforme politiche, applicative-funzionali e tecnologiche. Ed i contributi di Doug  Schuler  e Anna De Liddo  hanno posto il tema chiave del coinvolgimento e poi della valorizzazione dell’intelligenza collettiva e come attivarli nelle piattaforme online di deliberazione e nell’innovazione sociale conseguente.
Non meno interessante il seguito con le esperienze di coinvolgimento civile come quella nazionale di partecipa.gov.it, le esperienze descritte dal deputato PD Paolo Coppola quando era assessore ad Udine come e-part, capace di raccogliere in  modo diffuso le segnalazioni dei cittadini o le sollecitazioni per forme di premialità per i cittadini virtuosi, ed ancora quelle descritte da Mario Sartori, relative alle esperienze a Milano della Fondazione RCM (Rete Civica Milanese) o Carlo Brancati su ” Servizio Pubblico “.
Ed ancora quelle dentro M5S e nel Partito Pirata.
E nel dibattito serale con diversi esponenti politici è emerso tra le righe come non è automatico consolidare una cultura partecipativa e mettersi in  gioco su questo piano, anche per la classe politica più vicina alla cultura progressista.

Nel secondo giorno c’è stata una ricchissima carrellata di esperienze a partire da funzionalità e strategie di sviluppo di LiquidFeedback, Airesis e OpenDCF, Bpart fino alle frontiere delle ricerche algoritmiche, utilizzando Pareto e sperimentazioni descritte da Pietro Speroni di Fenizio sui metodi per far convergere a soluzioni condivise un gruppo di alcune decine di soggetti, aspetto interessante nei processi deliberativi per cercare le mediazioni e soluzioni condivise da tutti e non le decisioni a colpi di maggioranza e di votazioni.

Infiniti contributi e confronti su temi chiave hanno caratterizzato tutto l’evento, primo tra tutti il valore (e/o limite) della esistenza e gestione della delega al voto, creando la dimensione della democrazia liquida, ed anche quella di come smorzare il peso della delega a fronte di ulteriori passaggi di delega ad altri soggetti (contesto definito di democrazia viscosa, appunto per il fattore di attrito ovvero perdita di peso della delega).

Non son mancati i confronti sulla trasparenza e sul voto palese rispetto a quello segreto, alla sicurezza e alle relative forme di garanzia dei conteggi e della stessa identità in rete delle persone. Nodi ancora aperti sul piano concettuale più di quanto sul piano strettamente tecnico.

Si è parlato anche di interfacce che necessariamente devono tener conto della facilità cognitiva (interattività basata su tasti caratteristici e grandi da poter essere selezionati da dita e non mouse, quindi applicazioni gestibili su tablet, solo un’opzione a schermata, sequenze transazionali massime di 5 passi, eliminazione sottolineature per hyperlinks ecc.). Allo stesso modo si è parlato di architetture complessive, filosofia Linked OpenData per rendere trasparenti e interpretabili i dati e le informazioni.

Ricordo la sollecitazione in conclusione di Fiorella De Cindio, consci delle criticità e delle questioni ancora aperte, non dobbiamo perdere la speranza e la volontà a far decollare questo nuovo scenario emergente, tracciato e ancora da consolidare, chiave per la nostra democrazia.

Cogliamo quindi l’occasione per incominciare a mettere i contributi che ci sono arrivati e gli altri che ci arriverann0:

Il primo è di Pierpaolo Brotzu di Sinossi che ci fa piacere pubblicare: è relativo al tema dell’identità in rete. Clicca qui –> I-AM . Graditi commenti e contributi ( da indirizzare a carlo@crespellani.it)

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