Comune di Roma: proposta partecipativa e riflessioni a seguire

Il Municipio I di Roma ha preparato un regolamento per la partecipazione e ha chiesto dei commenti.  L’assemblea SGI (Stati Generali dell’Innovazione) di ottobre scorso e la tappa del progetto Roma Smart City tenuta alla Città dell’Altra Economia hanno trattato l’argomento.

Se ne parlerà domani nell’ambito dell’open talk su open innovation. domani su http://www.statigeneralinnovazione.it/online/save-the-date-28-aprile-roma-evento-annuale-sgi/

Invitiamo tutti a rilanciare su twitter e a lasciare commenti pertinenti (da usare durante l’open talk dove saranno visualizzati con il twitter wall) con #sginnovazione #opentalk28aprile dalle 10 sull’home di sgi saremo in streaming e avrete la possibilità di fare tweet sincronici realmente funzionali e non solo di generico e sodale buzz.

Anche Piattaforma Testaccio (Testaccio, quartiere di Roma), con cui SGI aveva organizzato quell’incontro, ha dato un suo importante contributo che ci sembra vada nella direzione di rafforzare lo spirito partecipativo in modo maggiormente inclusivo.

Altre iniziative e contributi su: http://www.urbanexperience.it/change-the-game-tusciatech-medioera-per-chi-suona-il-paesaggio-openhouseroma/

 itestaccio

Il dibattito è certamente affascinante. La Proposta mette regole chiare e aiuta la coerenza dei processi, ma al tempo stesso rischia di ridurre la spinta inclusiva, lo spirito e alla fine l’ampia partecipazione.

Le questioni come questa hanno bisogno di informazioni, di confronto e solo dopo di sintesi e di decisioni. Il tema è sufficientemente importante per essere accolto qui per la discussione.

Dai primi scambi informali tra di noi crediamo sia importante che un regolamento partecipativo abbia bisogno di disporre di risorse adeguate per i processi, questione che va affrontata primariamente sul piano -crediamo appunto- regionale. (A tal proposito la proposta di legge esposta nel sito rimane ancora attuale).

Inoltre la storia insegna che le grandi esperienze partecipative si basano su una forte presenza nelle sedi adeguate e pertanto crediamo fondamentale che la prima fase, primaria per garantire il successo, sia basata su una forte inclusività.

250px-Rome_-_Muni_1_-_Testaccio

Al tempo stesso, in una seconda fase più avanzata, dove c’è un consolidamento partecipativo nei quartieri e perchè queste iniziative possano incidere positivamente nella dilettica con l’amministrazione locale, crediamo importante implementare applicazioni e ambienti in rete (media civici, streaming live…) complementari alla presenza. E forse in quella fase, l’identificare “chi dice” “che cosa”, (chi propone, chi sollecita, se un soggetto isolato, un’associazione, tanti cittadini aggregatisi su un tema, su documenti specifici ecc.) può essere un punto importante perchè è quella che dà corpo e consolida la prassi partecipativa.

Si può solo allora passare da semplici istanze a processi deliberativi veri e propri, metodi per la trasparenza, la collaborazione, gruppi di lavoro e quanto porta una comunità complessa ad un processo organizzato di apprendimento e di conoscenze condivise. I metodi dialettici si costruiscono, non si forniscono. Possono essere accompagnati da esperti e da risorse umane rese disponibili dall’amministrazione come anche dalla società civile. E’ in quella fase che la semplice partecipazione diventa una prassi democratica.

Dite la vostra.

Ecco la proposta di Delibera per la Partecipazione

Prossimamante  le integrazioni in fase di elaborazione.
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Un pensiero su “Comune di Roma: proposta partecipativa e riflessioni a seguire

  1. Alessandro Brizioli

    Provo a rompere il ghiaccio per sollecitare anche idee diverse dalle mie ma utili al confronto.
    Come giustamente espone Carlo, riprendendo anche parte delle considerazione finora viste per dire che l’approccio del Municipio I sia un po’ “timida” (per quanto nobile l’obiettivo!!!).
    Credo che democrazia partecipativa oggi debba essere caratterizzata dalla massima semplicità e immediatezza per tutti (efficienza): quindi non solo procedure formali e burocratiche “old style” (se non ci fossero affatto sarebbe molto meglio … dipende dal processo e dagli strumenti utilizzati), ma libertà d’accesso e partecipazione massima di tutti i cittadini nella modalità e nei tempi in cui possono/vogliono.
    D’altronde sono contributi volontari e GRATUITI e non possono essere resi “difficili” altrimenti, chi parteciperà?
    E poi non dimentichiamoci che ci sarebbe anche il tema Linked Open Data 😉

    Rispondi

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